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Il restauro è un gioco in cui vince chi ha passione – Superposter
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Il restauro è un gioco in cui vince chi ha passione

Brescia. Per la precisione, Manerbio, il paese della mia ragazza. Un Cimatti Mini Chic del ’74 “dorme” nel suo garage, coperto da due sacchi di plastica, da ben 25 anni: mai mosso e mai acceso nel frattempo. In primavera decidiamo di tirarlo fuori per controllarne lo stato: è un po’ sporco e la ruggine sta iniziando ad intaccare le cromature ma la vernice è in buono stato, neanche una traccia di corrosione sotto di essa.

Nulla di rotto o mancante e, cosa più importante, il motore gira.

Ovviamente non si accende, anche perché nel serbatoio sciaborda qualcosa che, vista l’età, non si può più definire benzina, ma già il fatto che non sia bloccato è un buonissimo segno. Così ci ripromettiamo di riportarlo in vita: del resto è troppo carino per abbandonarlo in quello stato!

È uno dei tanti cinquantini che percorrevano le nostre strade negli anni Settanta, rigorosamente Made in Italy. Avviamento a pedale, monomarcia, ma un look da moto ben più possente, con la doppia forcella cromata, i cerchi a raggi e il serbatoio bombato. Il cafè racer dei motorini insomma! 

L’università, la sessione estiva e poi le vacanze ci impongono di temporeggiare, ma finalmente in questo fine agosto (fortunatamente poco afoso per gli standard padani) abbiamo potuto metterci al lavoro. Abbiamo svuotato e pulito il serbatoio, sturato dalla ruggine il rubinetto del carburante con relativo filtro e soprattutto aperto e revisionato il carburatore, liberando manualmente tutti gli ugelli intasati di olio e ruggine. Una bella pulita a tutto ciò che sta fra le due ruote, inevitabilmente incrostato di polvere e grasso, e una passata di WD 40 e spazzola sulle cromature per rimuovere la ruggine. Tutto rigorosamente a mano, per non essere troppo aggressivi. Per la carrozzeria, con ancora gli adesivi originali, è stata sufficiente una passata di straccio. Riverniciarla ovviamente non esiste, ma già la lucidatrice, forse, sarebbe troppo invasiva. Del resto l’età c’è ed è giusto che si veda. L’approccio al restauro, per noi di Youngtimer Italia e Superpista, è questo. Restaurare significa ridare vita e dignità al veicolo che la sta perdendo, ma non deve implicare la totale eliminazione di quello che c’è stato. Del resto cos’ha di storico un’auto o una moto di cui si cancella ogni traccia del suo trascorso? Che senso ha riportare “a nuovo” un veicolo apprezzato proprio per il suo non essere nuovo?

Il restauro per noi è passione, ricerca, originalità.

Se un mezzo è conservato come si deve, non serve sostituire nemmeno una vite.  

Ritornando al Mini Chic, dopo due giornate di lavoro è tornato in forma: il motore, dopo qualche singhiozzante tentativo, si è acceso e in poco tempo ha recuperato quella bella nota urlante dei piccoli due tempi. Se volete rivivere questo percorso andate sulla mia pagina Instagram (andrea_cars_and_more) e guardate le storie in evidenza: vi assicuro che vi scapperà un sorriso!

Sì, perché dopo una gonfiata alle gomme il Cimatti ci ha permesso di percorrere la via dietro casa, avanti e indietro, fra risate di soddisfazione.

È stato il mio primo restauro, forse semplice, ma per uno che non ha un’officina e non è un meccanico è stata una grande emozione. Vederlo funzionare, la voglia di non scendere solo per continuare ad apprezzarne la ritrovata vitalità; vedere i genitori della mia ragazza che, increduli nel sentirlo nuovamente rombare, non resistono alla tentazione di provarlo. Sembrava di essere tutti bambini con un giocattolo nuovo. 

Perché in fondo il restauro non è altro che un gioco in cui vince chi ha passione; e noi di passione ne abbiamo tanta. Abbiamo anche dei professionisti a cui affidarci, non preoccupatevi. Se ci contatterete per un restauro non sarò certo io a metterci mano, ma la filosofia sarà sempre quella che avete letto fra queste righe. 

Andrea Cartapani. Brescia,25 agosto 2019.

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